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Cenni storici
La Chiesa di S. Agostino, appartenente al
complesso conventuale degli Agostiniani, sorge nel cuore della città' moderna “ di Ventimiglia, nella
piana che si estende tra il litorale e la sponda sinistra del fiume
Roya, tra la stazione ferroviaria e il palazzo comunale. Questa zona,
delimitata a ovest dalla rocca della Ventimiglia medioevale e ad est
dall’antico sito della romana Albintimilium, ha avuto un’espansione
commerciale e residenziale a partire dall’ottocento; nel XIV secolo
esisteva solamente una cappella dedicata a S. Simeone, ad uso della
piccola comunità insediatasi nel luogo detto Bastia” (2). Nel 1349 il
nobile ventimigliese Babilano Curlo, per volontà testamentaria, affida
al fratello Nicolò, appartenente alla comunità degli Eremitani di S.
Agostino, una somma necessaria per l’edificazione di un convento
agostiniano (3).
Tale desiderio venne realizzato solo un
secolo e mezzo dopo, nel 1487, quando il Vescovo Alessandro di
Campofregoso concesse al P. Giovanni Battista Poggio e a frate Angelo da
Ceva la cappella di S. Simeone e il terreno annesso, per erigere la
chiesa e il monastero sub vocabulo Beatae Mariae de Consolatione.
Il 1 settembre 1487, il vescovo prese parte alla cerimonia di
benedizione e della posa della prima pietra, concedendo indulgenze a
coloro che avessero contribuito all’edificazione della chiesa. Il 22
novembre dello stesso anno i religiosi ottennero la licentia
pontificia con breve del Papa Innocenzo VIII (4).
Grazie al contributo dei ventimigliesi il
complesso venne costruito in tre anni e benedetto dal vescovo nel 1490.
La struttura architettonica della chiesa riprende lo stile tardo gotico
degli edifici religiosi conventuali, ossia tre navate con
volte a
crociera sostenute da pilastri compositi. Oltre a quello maggiore, la
chiesa possedeva ben 10 altari: S. Nicola da Tolentino, S. Croce,
Madonna del Rosario, Ss.mo Crocifisso, 5. Raffaele, S. Stefano
protomartire, S. Maria Maddalena, 5. Nonnoso, S. Maria Addolorata e S.
Cristoforo. Dilato al presbiterio e in capo alla navata laterale destra
si erge il campanile che mette in comunicazione la chiesa con il
convento. A forma di quadrilatero, comprendeva un chiostro con volte a
crociera sostenute da 24 colonne ottagonali e 4 strutture angolari
portanti in laterizio. A pianterreno, oltre alla funzione di
deambulatorio, il chiostro ospitava alcuni locali ad uso comune come il
refettorio, la cucina, la sala capitolare, mentre al piano superiore
erano collocate le 14 celle e la foresteria. I religiosi residenti
erano nove: sei sacerdoti, un chierico e due conversi. Tra il 1656 e il
1661 venne innalzata l’ala occidentale del convento per far posto alla
biblioteca del ventimigliese Padre Angelico Aprosio (1607
- 1681), contribuendoa
elevare culturalmente il complesso che raggiunse la massima importanza
tra XVII e XVIII secolo (5). Un esempio ditale rinnovamento culturale è
l’istituzione della Accademia degli Oscuri nel 1688 ad opera del
Priore Domenico Antonio Gandolfo.
Purtroppo, a seguito delle idee introdotte dalla Rivoluzione francese,
la nuova Repubblica Ligure soppresse nel 1798 il convento degli
agostiniani mentre la Chiesa fu chiusa e spogliata dei preziosi arredi
sacri di cui era dotata. Fortunatamente Mons. Lorenzo Biale, Vescovo di
Ventimiglia ottenne dal governo sabaudo la riapertura della chiesa e del
convento che divenne, dal 1843 al 1867, sede del Seminario vescovile.
Nel 1857 il can. Don Giacomo Roggeri di Taggia, direttore del Seminario,
con una serie di restauri importanti, ottenne dal Vescovo Mons. Biale il
titolo di parrocchia succursale della Cattedrale e nel 1882 il Vescovo
Mons. Reggio la rese autonoma.
Purtroppo il convento, secondo la legge
del 1866 seguì la stessa sorte dei beni ecclesiastici incamerati dallo
Stato italiano e fu in parte adibito a carceri, in parte destinato
all’abitazione del Parroco. Nel 1887 il terribile terremoto che
devastò gravemente l’estremo ponente ligure, danneggiò seriamente anche la
chiesa di S. Agostino che dovette essere chiusa e temporaneamente
sostituita con una cappella in legno. A seguito degli interventi di
consolidamento e restauro resisi necessari dopo il terremoto, la chiesa
subì una completa trasformazione pittorica dell'interno secondo lo stile
neogotico del tempo, con la mutazione del titolo di alcuni altari e
l’abbattimento di altri. L’ultimo ingente danno venne provocato dal
conflitto della seconda guerra mondiale, quando la notte del 12 agosto
1944, un bombardamento aereo minacciò la stabilità della chiesa,
costringendo il parroco Don G. Orengo a chiuderla per lungo tempo. Con i
lavori di restauro e ricostruzione avviati tra il 1945 e il ‘58 la
chiesa, pur mantenendo l’aspetto architettonico originario, ha assunto
una fisionomia più recente nella decorazione e nella parte figurativa
degli interni.


1.
sul complesso agostiniano di
Ventimiglia cfr. [A. Aprosio],
la biblioteca Aprosiana. Passatempo autunnale di Cornelio Aspasio
Antivigilmi, tra i Vagabondi di Tabbia detto I ‘Aggirato,
Bologna, per il manolessi, 1673, pp. 47
- 50;
J. B. Cotta a Tenda,
Diplomata
institutionjs iurium privilegiorum Congregationis S. Mariae
Congregationis Genuae de observantis O.S.P.
Augustini...,
ms 1706 Archivio Provmciahzio N S
Consolazione Genova cc 140v
- 141r G Rossi storia della città di
Ventimiglia, Oneglia, 1886; M. Viale Del Lucchese, La Chiesa di N.S.
della Consolazione e S. Agostino in Ventimiglia, Ventimiglia, 1958;
N. Peitavino, Intemelio, conversazioni storiche, geologiche e
geografiche sulla città e sul distretto intemeliese, Ventimiglia,
1965, pp. 208
-
209; G.L.
Bruzzone,
Il complesso di N.S. della
Consolazione e S. Agostino (OSA 1487
-
1799) in Ventimiglia,
in “Analecta Augustiniana”
LVIII (1990), pp. 257
- 296; B. Durante,
Guida
di Ventimiglia,
Cavallermaggiore, 1990, pp. 70
- 79; FA. Bono,
La chiesa di S.
Agostino e l’ex convento degli Agostiniani in Ventimiglia,
Bordighera, 1923;
2.
Genova,
Archivio
di
Stato,
notaio
Benedetto
Visconti,
1349;
3. Genova, Archivio
di Stato, id.;
4. [A- Aprosiol, cit., 1673,
pp.
45 e seg..
In questa pubblicazione di padre Angelico
Aprosio, edita a Bologna nel 1673
sotto lo
pseudonimo di Cornelio
Aspasio
Antivigilmi, sono riportati
due documenti
inerenti la
fondazione del convento. Il primo è
la
hicentia
(22novembre 1487) con la quale Papa
Innocenzo VIII concede l’autorizzazione a costruire sulla detta chiesa
di S. Simeone un monastero per i frati dell’ordine agostiniano con
annessa chiesa, campanile, capitolo, dormitorio, refettorio, giardini
et aliis officinis necessariis. Il secondo documento è l’atto
col quale il Vescovo Alessandro di Campo Fregoso comunica di aver posato
la prima pietra della chiesa su invito di Padre G. B. Poggio alla
presenza del Notaio, del Cancelliere di alcuni Canonici. In tale atto
si comunica che verranno concessi 40 giorni di indulgenza a coloro che
avessero visitato la chiesa in determinati periodi dell’anno e offerto
pias elemosinas per la costruzione dell’
edificio. Sempre lo stesso Padre Angelico
Aprosio descrive dettagliatamente
il convento di S. Maria della Consolazione,
“detto da tutti
volgarmente
S. Agostino, esposto a mezzogiorno, con la biblioteca unita
alla chiesa tramezzata dal chiostro, per diritta linea, porge bellissima
prospettiva agli occhi dei veditori, o passino per terra o per mare; la
spiaggia del quale non sarà più lontana, per istrada diritta, di quanto
potrà arrivare di volata un tiro di moschetto...
L’autore ricorda
infine la bellissima piazza
“che si
estendeva dinnanzi alla Chiesa ed ai cui confini correva l’antica strada
romana...”
5.
Padre Angelico Aprosio
nato da nobile famiglia ventimigliese il
29 ottobre 1607 entrò nel 1623 nel noviziato degli Eremitani di S.
Agostino a S. Maria della Consolazione a Genova, cambiando il suo nome
Ludovico in Angelico. Assetato di cultura letteraria, raccolse nella sua
vita numerosissimi libri fondando la prima biblioteca pubblica della
Liguria, costruita appositamente nel convento agostiniano di Ventimiglia
nel 1648. A questa Aprosio dedicò gran parte della vita, ampliandola e
componendovi suoi lavori sino alla morte avvenuta nel 1681. nel 1797 la
biblioteca aprosiana ricca di oltre 6000 volumi, incunaboli e
manoscritti rari, per legge del 17 marzo emessa dalla Nuova repubblica
Ligure venne in parte convogliata nella Biblioteca Nazionale di Genova,
in parte donata al Comune di Ventimiglia. Dopo varie vicissitudini e
spogliata di preziosissimi reperti, la biblioteca aprosiana è
attualmente collocata in una sede poco adatta nel centro storico, in
attesa di una migliore e adeguata sistemazione nella sua primitiva
collocazione, nel caso l’antico convento fosse ripristinato nel suo
aspetto originario. |